Impostare il backup con google drive

google drive

A chi si rivolge questo articolo: Utenti non esperti che utilizzano un pc con un sistema operativo Windows.

Da qualche mese Google ha rilasciato una applicazione chiamata Google Drive che vi da in sostanza 5 Gb di spazio sui loro server, da poter utilizzare per salvare i vostri file (documenti, immagini, etc.)

Vi spiego come potete utilizzare questo servizio di Google in modo, secondo me, intelligente ed utile.

Innanzitutto avete bisogno di un account su Google.
Nel caso non ne abbiate già uno, andate all'indirizzo www.google.it
Vi ritroverete in alto sulla destra il tasto: “Accedi”
Cliccandoci sopra vi si presenterà in alto a destra un tasto rosso “REGISTRATI”.
Effettuate la registrazione inserendo i pochi dati che Google vi richiede (vi consiglio in una fase iniziale di saltare i passi non obbligatori come quello di mettere la foto, di riempire solo i campi obbligatori e di dare solo i consensi obbligatori).
Finita la registrazione vi ritroverete già loggati ed in alto, nel menu classico nero di google, ci troverete la voce “Documenti”. Cliccateci su e vi si aprirà una pagina dedicata a Google Drive.
A questo punto cliccate sull'icona azzurra in alto a destra “Inizia con 5 Gb di spazio gratuito” che vi porterà in un'altra pagina di Google.
Qui ci troverete il tasto “Installa Google Drive per PC”.

Dopo aver accettato le condizioni della licenza verrà installato sul vostro pc un software di Google che creerà una cartella (nella vostra cartella documenti ) chiamata appunto google Drive.

Il giovo è fatto: tutto ciò che mettete in questa cartella sarà anche disponibile nel vostro account Google nella sezione DRIVE (dopo aver installato il software la voce del menu che precedentemente si chiamava “Documenti” ora cambia nome e si chiama “Drive”.

Tutto ciò che modificate online nella sezione Drive verrà replicato sul vostro PC nella cartella Google Drive e viceversa.
Se avete documenti importanti o file di cui volete avere un backup, teneteli in questa cartella e fino a quando il software google Drive sarà in esecuzione nel vostro pc, avrete sempre n backup nel CLOUD (nel vostro account Google) di questi file.

Per essere sicuri che Google Drive è in esecuzione sul vostro pc dovete verificare che sia presente l'icona in basso.

Potete anche installare Google drive su un altro pc o su uno smartphone e tutti i vostri documenti saranno sincronizzati.

Anche se questo articolo è per gli utenti Windows, Google Drive è disponibile anche per utenti MAC (con procedure analoghe potete effettuare l'installazione).
Sembra che Google rilascerà a breve anche una versione per Linux.

Spero queste informazioni possano esservi utili.

Il Comando msconfig su Windows 7/Vista/Xp

msconfig

Nei sistemi operativi Windows Xp, Windows Vista e Windows 7 è presente questo comodo tool, che ci permette facilmente di individuare alcuni dei programmi che si avviano automaticamente quando accendiamo il PC di cui magari non conosciamo l'esistenza.
Per avviare il tool, andate su START --> Accessori --> prompt di comandi.br />

Digitare a questo punto il comando MSCONFIG e invio:

vi comparirà la schermata di msconfig, scegliete la finestra AVVIO.

Troverete una lista di programmi: quelli con il segno di spunta sono attivi, quelli senza il segno di spunta non sono attivati.
Vi consiglio di disattivare tutto ciò che riguarda aggiornamenti automatici o avvii rapidi, come nel mio caso potete vedere, quelli di adobe, Divx Update, java.
Lasciate attivi software specifici del vostro pc; nel mio caso ad esempio lascio tutte le applicazioni Sony, poiché il mio PC è un Sony.
Se conoscete un software e siete indecisi, potete cercare il nome in Google e decidere se vale la pena disattivarlo o lasciarlo attivo.
Non abbiate paura di disattivare qualche programma in più; infatti se qualcosa non vi funziona, come per esempio il wireless o bluetooth, potete sempre ritornare nel tool e attivare il software di cui avete bisogno.
Come potete vedere dall'immagine, inserita, nel mio caso ho anche trovato un adware chiamato Widgi toolbar. Dopo una breve ricerca su google, trovo il modo per eliminarlo.
Quindi l'esecuzione di questo tool ci permette di capire anche se il nostro pc è infetto.

Chiudendo la finestra vi verrà richiesto di riavviare il pc.

fatelo e successivamente, quando il PC si riavvierà potrebbe apparirvi la finestra (accade sicuramente con Windows XP) che vi avvisa sul fatto che la lista dei programmi di avvio è stata modificata. Mettete il segno di spunta nella finestra in basso a sinistra, indicando che non volete più vedere questo messaggio e chiudete la finestra.
Il gioco è fatto.
Ricordatevi, nel caso abbiate il PC infetto, che questa operazione non è sufficiente per ripulirlo.

Spero queste informazioni possano esservi utili.

Le nuove tecnologie e l'E-learning (parte seconda)

elearning

Le comunità virtuali come luogo di apprendimento

I processi di apprendimento avvengono spesso all'interno, o ne sono in qualche modo comunque legati, all'interno di gruppi di individui legati da rapporti di lavoro o di studio. In questi contesti l'apprendimento può essere interpretato non più come acquisizione passiva di nozioni e informazioni astratte e formali, ma come processo sociale e relazionale che emerge in maniera progressiva dall'interazione fra comunità di individui che detengono rapporti di natura collaborativa finalizzati alla costruzione di conoscenze comuni e condivise. Sulla scia di queste indicazioni, è stato proposto il modello delle cosiddette “comunità di pratica” [Wenger], termine con il quale si intende enfatizzare la dimensione comunitaria e partecipativa dei processi legati all’apprendimento. Wenger fornisce una definizione sociale di apprendimento, inteso come processo di riallineamento di competenze sociali ed esperienze personali fra i membri di uno stesso gruppo. La competenza della comunità, vale a dire il saper fare, guida l’esperienza personale dei membri, la quale a sua volta si somma all’esperienza comunitaria arricchendone il valore. Il concetto di “comunità di pratica” è caratterizzato, secondo Wenger, attraverso tre elementi distintivi:
·?iniziativa comune, che è la formazione di una immagine condivisa dei problemi e delle alternative percorribili, delle priorità condivise negoziate fra i membri e generanti lo sviluppo di una comune consapevolezza;
· impegno alla reciprocità, intesa come il senso con cui i membri interagiscono e condividono l’esperienza, che è proprio di ciascuno, allo scopo di alimentare l’apprendimento collettivo e la fiducia;
· repertorio condiviso, che rappresenta il set di conoscenze, strumenti e procedure che veicolano il sapere collettivo e custodiscono la memoria della comunità.
Wenger sintetizza poi in quatto punti le caratteristiche che sottendono i processi di apprendimento all’interno delle comunità di pratica:
· l’apprendimento è una esperienza profondamente calata nel nostro essere sociale: non si impara nel vuoto, bensì all’interno di una fitta trama di relazioni sociali;
·?la conoscenza è competenza rispetto a obiettivi di cui è riconosciuto il valore: non esiste conoscenza senza un contesto di azione;
· la conoscenza è intimamente legata alla partecipazione e a un impegno attivo del singolo rispetto a pratiche che caratterizzano l’identità di una comunità;
·?l’apprendimento è la capacità di produrre significato, ovvero l’abilità di fare esperienza del mondo dando ad esso un senso.
Oggi assistiamo, grazie alle nuove opportunità offerte dalla ICT, alla nascita di nuove comunità che, per convenzione, vengono definite on line o “virtuali”. La domanda che si pone ora parlando di e-learning è se sia possibile parlare di sviluppo di comunità di pratica on line come nuovi luoghi di apprendimento, resi possibili dalla connettività, ovvero dalla modalità attraverso cui i singoli discenti entrano in contatto con la “comunità che apprende”, sia in modo formale che informale, partendo dal presupposto che la maggior parte delle persone preferisce dedicarsi ad attività di apprendimento all’interno di un contesto sociale.
Di sicuro l'evoluzione tecnologica amplifica le opportunità di contatto ridefinendo le logiche spazio-temporali che vincolano la comunicazione; tuttavia l’interazione on line è inevitabilmente diversa da quella off line, pertanto, per raggiungere gli stessi risultati, vale a dire la creazione di pratiche condivise e di un sistema sociale di apprendimento, richiede tempi e modalità differenti da quelli necessari nell’ambiente “reale”.
L’e-learning in questo senso favorisce la nascita di una due tipologie di comunità di pratica: un primo tipo fa riferimento al modello stesso di apprendimento che sta alla base dei processi di formazione on line, che enfatizza il valore della cooperazione, dello scambio e dell’interazione ai fini della realizzazione dell’apprendimento collaborativo. Un secondo tipo è legato al senso di isolamento che le stesse modalità formative on line inducono nei soggetti, portati così ad avvertire la necessità di dare vita a gruppi di aiuto e scambio professionale che possono perpetuarsi anche al termine dell’esperienza formativa e lungo tutto l’arco della vita lavorativa. In entrambi i tipi di comunità ci troviamo dunque di fronte ad un genere di apprendimento in rete ispirato ai modelli di condivisione della conoscenza, dove attraverso strategie collaborative si costituiscono gruppi di soggetti che mirano ad arricchire il loro bagaglio conoscitivo e di competenze attraverso la condivisione dei saperi, la ricerca di soluzioni ai problemi, l'accrescimento delle conoscenze.
La formazione secondo modalità di e-learning può quindi rappresentare il motore iniziale di comunità virtuali di lunga durata, utili a mantenere percorsi di apprendimento lungo tutto il percorso lavorativo degli studi, ma che per avere successo duraturo devono essere preparate, organizzate e gestite con continuità. La formazione infatti non rimane un aspetto temporaneo ed episodico, ma diventa un processo continuo, seppur intervallato da pause.

Conclusioni

Grazie all'evolversi delle nuove tecnologie, si è visto quindi da una parte lo sviluppo degli strumenti di formazione forniti e gestibili via web, e dall'altra parte la nascita e la grande crescita di comunità virtuali, tipiche del web 2.0, alcune delle quali possiedono anche le caratteristiche tipiche delle comunità di pratica e di apprendimento. Questa rapida crescita delle applicazioni e-learning mette sicuramente in evidenza i punti di forza di tale strategia di apprendimento ma non nasconde tuttavia alcuni suoi limiti o punti deboli.
Gli utenti di un LMS sono a volte costretti in spazi angusti, relegati nelle proprie elaborazioni, e privi di efficaci strumenti per uno scambio di opinioni e di saperi vicendevoli. Gli attuali sistemi LMS mettono al centro delle loro finalità molto più i docenti che gli allievi. Il docente, invece, è libero di creare, modificare e plasmare gli ambienti virtuali di apprendimento nei quali opera. I discenti, di contro, “subiscono” il software l’applicativo, senza poter personalizzare i propri spazi.
Ad una società che sviluppa piattaforme e-learning non è certamente commissionato uno studio preliminare su cosa i futuri utenti finali (gli studenti) si aspettano dal loro lavoro. Realizza l’applicativo secondo quanto il committente gli commissiona. Ecco perché gli strumenti messi a disposizione dei docenti sono più ricchi rispetto a quelli degli studenti, creando delle relazioni asimmetriche fra docente e discente. Inoltre il contesto di apprendimento creato dalle piattaforme è sostanzialmente omogeneo: come nella scuola tradizionale, ad ogni allievo è impartita la stessa lezione, gli stessi contenuti, con le stesse modalità. Tutto ciò comporta un appiattimento, un’uniformità che esula da una formazione continua estesa per tutta la vita, che accompagna istante per istante la crescita individuale, in base ai propri bisogni e soprattutto in base ad ogni individualità. Tale metodo di apprendimento ha spesso il solo scopo di salvaguardare i contenuti, protetti da copyright, allo scopo di ottenere il maggiore profitto possibile da parte degli editori. Al contrario, proprio perché privi di tali vincoli, i LMS basati su licenze open source presentano soluzioni più flessibili, complete e user-frendly, dove per user si intende soprattutto il discente.
Nel caso in cui un LMS venisse utilizzato come uno strumento accessorio all'interno di un percorso di apprendimento basato sul metodo informale, si presenta inoltre la difficoltà, da non sottovalutare, data dalla mancanza di strumenti o figure con il compito di , valutare, sviluppare e monitorare le competenze.
Di contro l'e-learning, e soprattutto l'e-learning informale presenta una serie di innegabili punti di forza. In questo processo si tratta, per lo studente, di prendere in prima persona il controllo del suo processo di apprendimento utilizzando la strumentazione che le tecnologie gli mettono a disposizione per condividere e rielaborare i contenuti, crearsi delle conoscenze attraverso un combinazione personalizzabile di applicazioni fruibili sul web. Si possono individuare una serie di condizioni che condizioni che favoriscono la scelta di una tale strategia di apprendimento, e che sono a loro volta rafforzate da essa, in un feedback positivo:
- autovalutazione delle proprie competenze e lacune formative;
- sviluppo delle capacità organizzative per organizzare efficacemente i tempi di studio e la ripartizione delle attività previste;
- flessibilità nella gestione contemporanea di percorsi di studio e lavoro;
- curiosità, motivazione e desiderio di apprendere nuove cose attraverso nuove modalità didattiche;
- facilità all’utilizzo dei principali strumenti tecnologici;
- capacità di utilizzo di più strumenti e diverse metodologie di apprendimento;
- disponibilità ad instaurare comunicazioni e relazioni a distanza;
- individuazione di un percorso di formazione personalizzato.
Non si può poi esulare dagli aspetti sociologici che le piattaforme hanno avuto nel corso degli anni. Attraverso di esse, l’apprendimento si è potuto diffondere in modo capillare, raggiungendo, anzi facendosi raggiungere, da persone in tutto il mondo. Le aziende hanno potuto formare il loro personale abbattendo barriere spazio-temporali e i costi esorbitanti dei corsi in presenza. Le scuole e le università hanno erogato ed erogano ancora corsi a distanza a volte basati su piattaforme e-learning LMS. Tuttavia ci sono alcuni segnali di evoluzione anche in questo settore. Molte università o compagnie commerciali hanno scoperto che l’utilizzo di piattaforme e-learning di tipo commerciale non sempre ha un esito positivo, sia per gli atenei che per gli studenti; in molti casi, le Università hanno deciso di abbandonare i servizi proprietari per passare a quelli open source. La tendenza attuale segna la volontà, manifestatasi in ambito educativo, di effettuare il cambiamento dal formale all’informale e dai sistemi proprietari a quelli open source. Il bisogno crescente è quello di personalizzare l’apprendimento, andando oltre i suoi confini. La tendenza è verso il cosiddetto lifelong learning, cioè un processo di apprendimento ininterrotto, che ci seguirà per tutta la vita, e verso la presenza costante di computer o macchine assimilabili ad esso. Il computer sarà immerso nella nostra vita di tutti i giorni, quindi ormai invisibile: nello scenario della formazione ciò significa apprendere in qualsiasi momento, qualsiasi cosa si stia facendo, sempre in presa diretta con persone e sistemi, utilizzando potenti e pervasivi mezzi di comunicazione, simulazioni e giochi.
Apprendimento e vita si fonderanno in modo indistinguibile. La sfida del futuro non sarà più su come si apprende, ma su come usare l’apprendimento per creare qualcosa di utile, per comunicare meglio, e varcare, così, gli stretti confini dell’apprendimento formale.

Bibliografia e Sitografia
ANEE (2005), E-learning in Italia: una strategia per l’innovazione, Apogeo, Milano.
Eletti V., Che cos’è l’e-learning, Carocci, Roma, 2003.
Trentin G., E-learning formale ed informale, Aprile 2007.
Trentin G., Dalla formazione a distanza all'apprendimento in rete, Franco Angeli, Milano, 2001.
Wenger E., Comunità di pratica. Apprendimento, significato e identità, Raffaello Cortina, 2006.
www.moodle.org
www.wikipedia.org

Le nuove tecnologie e l'E-learning

elearning

Dall'e-learning formale all'e-learning informale

L’e-learning si può definire come l’insieme dei processi di formazione e di apprendimento resi possibili dall’uso delle tecnologie legate ad Internet e finalizzati allo sviluppo delle conoscenze, delle competenze e al miglioramento della preparazione e del rendimento in campo professionale. Da questa definizione si evince, quindi, che la Rete risulta essere elemento discriminante perché si possa parlare di e-learning, come dire che se le applicazioni non viaggiano in rete non si tratta di e-learning, ed ecco allora che il termine “on line learning” (apprendimento on line) può essere oggi ritenuto equivalente al termine “e-learning".
Quando si parla di apprendimento, quasi sempre si fa riferimento ad approcci che potremo definire di tipo “formale”, basati cioè su un preciso programma formativo, con un inizio e una fine, una regia curata da un soggetto a cui è univocamente assegnato il ruolo di erogatore delle conoscenze, una struttura di sostegno per i corsisti costituita dai tutor, dai materiali educativi, dalla presenza di esperti/specialisti, ecc. e ciò indipendentemente dall’uso di strategie di apprendimento individuale, assistito o collaborativo. In questo senso, in tali approcci il fruitore è condotto (ovvero “spinto”) verso l’obiettivo formativo attraverso la proposta di una serie di attività corsuali, facilitate o meno dall’azione di supporti più o meno disponibili.
Anche nel caso dell'e-learning si può parlare di approccio di tipo formale, cioè di un approccio che possiede le caratteristiche appena citate. Di converso, esiste ed assume una grande importanza nell'ambito dell'e-learning, anche un approccio di tipo diverso, basato su processi di apprendimento autonomo e a volte anche poco consapevole, al di fuori dei contesti strutturati e formali del mondo dell'istruzione e della formazione. Infatti Internet permette un uso libero del web per scopi quali la ricerca, la comunicazione o lo svago, permettendo ad ogni singolo utente la costruzione di percorsi autonomi ed originali, e permettendo la tessitura di una rete di contatti o conoscenze anche molto estesa. Il soggetto del processo di apprendimento si trova ad essere un punto di snodo di una serie di processi di scambio bidirezionali fra molteplici attori del processo stesso: tutor e/o formatori, materiali didattici e/o di supporto, sportelli reali e/o virtuali di assistenza alla didattica, comunità di apprendimento più o meno formalizzate basate su piattaforme tipiche del social networking, ecc.
L'e-learning informale quindi costituisce un fenomeno di massa dalle enormi potenzialità. Di esso usufruiscono, o possono usufruirne, larghe fasce della popolazione costituite da persone di solito di cultura medio-alta, con forti motivazioni, con strumenti cognitivi più robusti rispetto alla media, in grado di stabilire degli obiettivi e di valutare anche i progressi rispetto ad essi.
L'e-learning informale può costituire anche una risorsa per quelle fasce più deboli del mercato del lavoro, formate da giovani alle prime esperienze lavorative o da persone assunte con contratti temporanei, che hanno la necessità di acquistare un bagaglio di conoscenze e competenze maggiore da poter poi spendere nel mercato del lavoro. Infine un altro fattore che gioca a favore di questa forma di apprendimento è dato dalla facilità e dalla diffusione capillare dei punti di accesso alla rete, cosa che allarga a dismisura sia le possibilità di un suo utilizzo che le fasce di popolazioni a cui può essere rivolto.
Come ogni teoria sociale, anche l'apprendimento informale ha alla sua base un paradigma educativo di riferimento, cioè una guida che fornisce agli studiosi un modello e le indicazioni per costruirlo. Nel caso dell'apprendimento informale il paradigma è soprattutto costituito dalla teoria costruttivista e, in particolar modo, dal cosiddetto costruttivismo sociale, e sono centrati sulle modalità con cui il soggetto costruisce attivamente la sua conoscenza.
Il costruttivismo considera l’apprendimento come un processo, socialmente mediato, di costruzione di significati, piuttosto che come un’acquisizione di quantità di conoscenze esistenti all’esterno dell’allievo; in tale approccio metodologico, l’apprendimento avviene principalmente attraverso le interazioni con gli altri. Infatti viene sottolineata l'importanza di un apprendimento che avviene tramite la partecipazione attiva dell'allievo, partecipazione che trova la sua concretizzazione nello studio collaborativo, in gruppo, con altri discenti con cui relazionarsi e con cui interagire.

L'apprendimento informale nell'era del web 2.0

Negli ultimi anni il web ha subito una rapida evoluzione, che può essere sinteticamente espressa dalla denominazione di web 2.0. Il web 2.0 è nato con la comparsa di siti o servizi grazie ai quali non solo si ricevono informazioni create da altri, ma si può anche diventare creatori di contenuti. Il passaggio dalla prima alla seconda generazione di web è testimoniato in sintesi dalla nascita dei Wiki, delle reti sociali, dei blog, dei forum di discussione, e dalla possibilità di crearsi il proprio spazio web da gestire in maniera autonoma, sfruttando media diversificati e con costi irrisori o in alcuni casi addirittura nulli.
Anche le piattaforme tecnologiche di e-learning hanno subito un'evoluzione parallela. Infatti i sistemi iniziali di Learning Management System rispecchiano essenzialmente la prima generazione di sistemi web, cioè sistemi in grado di proporre contenuti da leggere ed elaborare, e si basano su una modalità di apprendimento formale in cui il ruolo dell'allievo consiste essenzialmente nella fruizione dei materiali creati da un insegnante, ed erogati in un ambiente virtuale. Ebbene, gli strumenti del web 2.0 sopra citati possono associare l'apprendimento formale che avviene tramite l'erogazione di lezioni e di verifiche con i vantaggi dati dall'apprendimento informale, che consente una partecipazione più attiva del discente. Quando questi strumenti vengono integrati opportunamente con le piattaforme LMS, possono generare nuovi ambienti per l'apprendimento, più costruttivi e personali, che mettono davvero in pratica la teoria del costruttivismo sociale.
Nasce così l'idea di progettare risorse o ambienti per l'apprendimento personalizzati, emersa da poco tempo come ricerca di un nuovo modo di pensare l'e-learning, non più soltanto come formazione a distanza gestita in maniera strutturata ma come ambienti gestiti dal singolo discente, nei quali far confluire anche elementi di apprendimento informale, aventi come fonte blog, forum, servizi di social networking e in generale di condivisione di informazioni. Uno strumento del genere dovrebbe avrebbe avere come obiettivo quello di andare oltre i limiti dei sistemi LMS iniziali e creare nuovi sistemi di e-learning, integrati con le funzioni tipiche del web 2.0, e dovrebbe essere in grado di supportare sia l'apprendimento formale che informale, e le sue componenti principali possono essere così riassunte:
- e-portfolio, cioè una raccolta di documenti creati dall'utente;
- strumenti di comunicazione del web 2.0, che consentono anche lo scambio di dati e la condivisione di risorse;
- LMS, per garantire l'erogazione strutturata di percorsi didattici;
- strumenti per monitorare le attività dei discenti e di supporto ad attività di feedback personalizzate.
Uno strumento software molto diffuso, che risponde con sufficiente completezza ai requisiti appena elencati e che quindi può essere citato come esempio significativo, è Moodle.
Moodle, che sta per Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment, è un LMS open source, la cui funzione principale è quella di ricreare un ambiente di apprendimento virtuale di carattere formale, a disposizione dei formatori di tutto il mondo come efficace strumento di creazione e conduzione di corsi on line, ma i suoi strumenti di interattività consentono anche lo scambio informale fra gli utenti. Moodle si basa appunto sulla teoria del costruttivismo sociale, poiché l'utente costruisce la propria formazione attraverso l'interazione con l'ambiente circostante, interagendo con gli altri utenti. L'apprendimento avviene attraverso il confronto con altri utenti scambiandosi informazioni, opinioni, materiali utilizzando forum, chat e risorse web, tutte integrati sulla piattaforma.

(… continua)

Downgrade Sony VGN-NW21MF/S, da Windows 7 a Window Xp professional

Sony vaio

Ho comprato un Sony Vayo con Windows 7. Installato Office 2003 e installati tutti gli aggiornamenti sia di Windows che di office. Ho installato anche l'antivirus (AVG).
La brutta sorpresa é stata quella di vedere che ogni volta che passavo da un software all'altro, per esempio da Outlook a word, il PC si bloccava per alcuni secondi, rallentando in maniera notevole il mio lavoro.

Ho deciso quindi per disperazione di passare a Windows Xp Professional 32 bit, avendo un cd con licenza.

La verità è che ora il PC va molto bene, anche se ho perso il mio nuovo sistema a 64 bit, pero per il momento preferisco che il PC sia veloce e in futuro, magari quando comprerò applicazioni a 64 bit, cambierò un altra volta il sistema operativo utilizzando il tasto f10 o con i DVD di ripristino creati.

Vi scrivo questo articolo perché ho incontrato delle difficoltà per fare questo Downgrade.
Effettivamente sul sito di Sony potete trovare tutti i driver per Windows Xp, preparati in un pacchetto che vi guida nella creazione di un cd: fantastico! Compliemtni a la Sony.
Ci trovate anche il driver per l'hard disk: STA DRIVE Intel, indispensabili per installare Windows e le istruzioni su come fare qui(sono in inglese purtroppo!).

Il problema è che seguendo le istruzioni, con un cd di Windows Xp Professional originale, si riesce a formattare l'hard disk (tenendo cura di non cancellare la partizione di ripristino), ma no vi permette di andare avanti, mostrandovi un messaggio del tipo: "Inserire il disco con etichetta INTEL MATRIX STORAGE MANAGER DRIVER nell'unità A: -Premere invio quando pronti".
Naturalmente anche se voi inserite il floppy nel lettore esterno USB, che siete costretti a procurarvi, l'installazione non va avanti.

LA SOLUZIONE
Creare un cd di installazione di Windows Xp personalizzato con Nlite che contenga i driver del disco SATA.
La creazione di questo disco è abbastanza semplice, cerco di descrivervi rapidamente come fare.
Lanciate Nlite e inserite il cd di installazione di Windows XP Professional nel lettore cd.
Vi verrà chiesto di selezionare, o eventualmente creare, una cartella sul vostro pc dove immagazzinare i file che costituiranno la vostra versione personalizzata di Windows Xp.
Andando avanti fate attenzione a selezionare le operazioni che volete fare: integrazione driver, crea iso avviabile. (Si possono fare anche altre cose, come per esempio integrare il SP2.) I driver del disco SATA da integrare sono gli stessi scaricati dal sito della sony (ftp://ftp.vaio-link.com/pub/OS/XPDowngrade/VGN-NW_Series_SATA_Driver.zip ), da decomprimere.
Fatto questo il programma vi condurrà fino al passo finale della creazione del vostro PC.

Il gioco è fatto.
Dopo aver installato Xp, installare tutti gli aggiornamenti di Windows e successivamente I driver, utilizzando il cd precedentemente creato con l'utility di Sony.

Spero di esservi stato utile.

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